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Le scelte sull’Europa e il vessillo della Carta

28 maggio 2018 - di Dino Cofrancesco

Politica

Non ho votato per la strana squadra di governo, costituitasi dopo le elezioni tra i due partiti che hanno raccolto più voti e che, in campagna elettorale, se l’erano date di santa ragione. Inoltre temo una brexit italiana non per ragioni ideali (ma davvero questa Europa può  scaldare i cuori di qualcuno e accendere le intelligenze, a parte quella di Emma Bonino?), ma per motivi prosaici: l’abbandono dell’euro azzererebbe i miei (pochi) risparmi e non credo che i vantaggi per l’export, che ne trarrebbero le nostre imprese,  me li farebbero recuperare col tempo.   Leggi di più

Retoriche istituzionali

2 maggio 2018 - di Dino Cofrancesco

DirittoSocietà

Ogni anno il 25 aprile, in Italia, diventa l’occasione per dare fiato alle trombe (ovvero ai tromboni) della Repubblica. Riti e atmosfere sono, sostanzialmente, quelli del vecchio sabato fascista: discorsi esaltanti conditi di speranze tradite ma non tramontate, appelli alle nuove generazioni perché «portino avanti» i valori di quanti contribuirono alla cacciata dello straniero e alla caduta della dittatura fascista, moniti agli amici dei tiranni, ‘mal seme d’Adamo’ che in settant’anni non s’è ancora trovato il modo di debellare.   Leggi di più

L’Italia termidoriana

6 aprile 2018 - di Dino Cofrancesco

Politica

Si è tentati di parafrasare una frase caustica di Winston Churchill: «Processi politici e sistemi elettorali lasciateli agli esperti che non ne azzeccano una», leggendo in questi giorni gli articoli dei ‘competenti’ che invitano il PD a non lasciare il tavolo di gioco, rinchiudendosi in una sterile opposizione. In realtà, l’opposizione ha una funzione cruciale nella democrazia rappresentativa—in Inghilterra, non a caso, si parla di “Opposizione di Sua Maestà”! —ed ivi è sempre, e per definizione, responsabile—ovvero non fa mai mancare il suo voto quando si tratta di misure e di leggi in cui ne va di mezzo l’interesse nazionale.   Leggi di più

In difesa del maggioritario onesto, quello senza doppio turno

3 aprile 2018 - di Dino Cofrancesco

Politica

Non essendo uno scienziato politico ma un assai più modesto storico contemporaneista, non riesco sinceramente a capire i sostenitori del maggioritario a doppio turno. Come ho fatto rilevare in un articolo scritto per ‘Il Dubbio’: «Certo può parere ingiusto che su dieci partiti in competizione, vinca quello che ha ottenuto il 20% dei suffragi mentre gli altri nove che rappresentano l’80% dell’elettorato rimangano esclusi dal governo, avendo ciascuno raccolto in media l’8,8% del consenso popolare.»   Leggi di più

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