Hume PageHume Page

Coronavirus, come stanno andando le cose

1 Aprile 2020 - di Fondazione David Hume

SocietàSpeciale

(bollettino di mercoledì 1 aprile, ore 20.30)

A partire da lunedì 30 marzo 2020 la Fondazione David Hume rende pubblico quotidianamente (alle ore 20.30) un nuovo indice sintetico utile per capire come sta procedendo l’epidemia di Coronavirus (per maggiori dettagli vedi oltre).

L’indice si interpreta come una temperatura, e misura la velocità di propagazione del contagio su una scala che va da 42° (epidemia galoppante) a 37° (epidemia sostanzialmente arrestata).

Nei prossimi giorni cominceremo a pubblicare anche gli andamenti dell’epidemia nelle singole regioni.

Ultimi risultati. Mercoledì 1° aprile (ultimo giorno per cui si hanno dati) la temperatura dell’Italia, dopo la battuta d’arresto di martedì, ha ripreso a scendere, portandosi a 38.6 da 38.8 del giorno precedente.

Il miglioramento è dovuto, in particolare, alla dinamica dei ricoveri in terapia intensiva: per la prima volta dall’inizio dell’epidemia il numero totale di ricoverati in terapia intensiva è rimasto praticamente invariato.

Nel corso dell’intera settimana (da mercoledì a mercoledì) la temperatura è scesa di 1.3 gradi, passando da 39. 9 a 38.6. Il cammino per scendere a 37 gradi è ancora lungo.

***

APPENDICE. Il progetto “Temperatura Italia”

A partire da lunedì 30 marzo 2020 la Fondazione David Hume pubblica su questo sito, entro le ore 21, un nuovo indice sintetico che misura la velocità di espansione dell’epidemia. L’indice si basa sui dati comunicati poche ore prima dalla Protezione Civile, ma li rielabora per renderli più stabili e più agevolmente interpretabili.

 Perché abbiamo pensato a un nuovo indice

 L’idea di costruire un indice quotidiano è nata dalla nostra profonda insoddisfazione sia per la natura dei dati della Protezione Civile, sia per il modo in cui essi vengono quotidianamente comunicati e commentati.

A nostro avviso i principali difetti dei dati sono due:

  1. la variazione giornaliera del numero di positivi al test è scarsamente informativa (e spesso fuorviante), perché pesantemente influenzata dal numero di tamponi;
  2. tutte le variazioni giornaliere (non solo quella del numero di positivi) risentono gravemente dei ritardi nella trasmissione e registrazione dei dati.

In sostanza: non è possibile capire se le variazioni osservate riflettono la realtà o le politiche e le procedure messe in atto (quanti tamponi fare, quando trasmettere i dati).

L’indice sintetico di “temperatura” della Fondazione Hume, che misura la temperatura del paziente Italia (ossia l’avanzata dell’epidemia), è costruito per minimizzare l’impatto di questi difetti.

A questo scopo l’indice di temperatura utilizza esclusivamente le tre serie più affidabili e informative (ricoverati con sintomi, ricoverati in terapia intensiva, deceduti) e calcola il tasso di crescita in modo poco sensibile alle fluttuazioni nel processo di trasmissione dei dati.

Come si legge l’indice

L’indice ha una interpretazione estremamente semplice e intuitiva, essendo costruito come un comune termometro che misura la febbre (del malato Italia, nel nostro caso), su una scala da 37 a 42 gradi. Una temperatura di 42° indica che l’epidemia sta galoppando a una velocità assai alta (15% al giorno), come di solito accade solo nelle fasi iniziali di un’epidemia. Una temperatura di 37° gradi indica che l’epidemia è sostanzialmente sopita, perché la velocità di crescita è prossima a zero.

La velocità tendenziale viene ricalcolata ogni giorno, tenendo conto dell’andamento delle ospedalizzazioni e dei decessi degli ultimi tre giorni.

print


L. Ricolfi e staff Hume
L. Ricolfi e staff Hume
I contributi della Fondazione Hume sono il frutto di un lavoro collettivo di ricerca.
© Copyright Fondazione Hume - Tutti i diritti riservati - Privacy Policy
Coronavirus, come stanno andando le cose