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Diseguaglianza e povertà

11 febbraio 2019 - di Luca Ricolfi

PoliticaSocietà

Il reddito di cittadinanza per un singolo inoccupato ammonterà a 780 euro al mese. Ma sono moltissimi i lavoratori che, in Italia, guadagnano meno di 800 euro al mese, spesso facendo lavori molto faticosi e impegnativi. Di qui la domanda che un po’ tutti ci facciamo in questi giorni: un reddito minimo garantito di 780 euro non è un po’ troppo alto per il nostro paese? Che cosa potrà pensare, un occupato che deve sudare sette camicie per portare a casa 800 euro al mese, del suo vicino di casa che riesce a ottenere lo stesso reddito non facendo nulla?   Leggi di più

Piazza e governo. Intervista a Luca Ricolfi

14 novembre 2018 - di Luca Ricolfi

Politica

Professor Ricolfi, la manifestazione a Torino per la tav, e quindi contro il M5s, è stata un successo superiore alle aspettative. Come la interpreta?

Superiore alle aspettative? Forse sì, ma si potrebbe capovolgere il giudizio: con una maggiore organizzazione e più tempo davanti si potevano portare ancora più persone in piazza. Io penso che se la Tav non parte, e il Governo continua a non fare nulla per il Nord (o addirittura a disfare quel che aveva fatto l’esecutivo precedente), fra un paio di mesi di gente in piazza ne vedremo molta di più.    Leggi di più

Quel che non funziona nel reddito di cittadinanza

23 settembre 2018 - di Luca Ricolfi

Politica

Intanto cominciamo a chiamare le cose con il loro nome: quello su cui si polemizza in questi giorni non è il reddito di cittadinanza, che non esiste in nessuna parte del mondo (quello dell’Alaska è un modesto bonus di meno di 200 dollari al mese), e in Svizzera è stato rifiutato dalla maggioranza dei cittadini in un recente referendum.   Leggi di più

Parole di nebbia

15 luglio 2018 - di Luca Ricolfi

Politica

Sul piano dei contenuti, questo governo non somiglia granché a nessun governo del passato. I governi del passato, infatti, o guardavano a sinistra, o guardavano a destra, o si barcamenavano fra destra e sinistra, alla ricerca di un compromesso, di un punto di equilibrio. Ora no: a giudicare dai programmi e dai primi atti questo governo cerca di essere, al tempo stesso, molto di destra e molto di sinistra, a settimane alterne. Ora un colpo inferto ai migranti (blocco dei porti alle Ong), ora un colpo inferto alle imprese (decreto dignità). In attesa del colpo definitivo, quello ai conti dello Stato (flat tax e reddito di cittadinanza).   Leggi di più

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