Wikipedia, l’enciclopedia (poco) libera
Qualche giorno addietro ho fatto una cosa che mai mi ero azzardato a tentare prima: ho corretto alcune imprecisioni (che in alcuni casi erano vere e proprie falsità) in due voci di Wikipedia.
Il motivo per cui non ci avevo mai provato è che ero convinto che non avrebbero resistito a lungo, perché qualcun altro sarebbe presto intervenuto a “ri-correggerle” in un senso più accettabile per il politically correct che palesemente domina anche l’autoproclamata “enciclopedia libera”.
Stavolta avevo deciso di tentare perché, conoscendo bene l’argomento (le disavventure giudiziarie del presidente brasiliano Lula legate allo scandalo Odebrecht), ero sicuro di quel che dicevo e inoltre trovavo particolarmente irritante la sfacciata faziosità con cui la vicenda era presentata. Poi, già che c’ero, ho anche fatto una piccola modifica alla voce sulla battaglia di Stalingrado.
Voglio precisare che nel farlo mi sono attenuto rigorosamente ai criteri indicati da Wikipedia: non ho scritto, come invece scrivo qui ora, che Lula (e non Trump) è l’unico vero “criminale condannato” attualmente alla guida di uno Stato, né che la voce su Stalingrado è stata chiaramente scritta da qualche storico comunista (benché sia difficile dire quale, visto che in Italia gli storici sono quasi tutti comunisti). Mi sono invece limitato, come richiesto dalle linee guida, a citare dati di fatto indiscutibili, supportati da riferimenti, con tanto di link, a fonti attendibili e verificabili.
Su Lula, che veniva presentato come vittima di una condanna politica da cui poi sarebbe stato completamente assolto e riabilitato, ho anzitutto fatto notare che l’assoluzione, decisa dalla Corte Suprema brasiliana dopo che la condanna era già diventata esecutiva e Lula si trovava già in carcere da un anno e mezzo, si basava su un cavillo puramente formale (la presunta incompetenza del tribunale che l’aveva condannato).
Nel merito, ho aggiunto che la magistratura peruviana aveva ritenuto attendibile la deposizione di Marcelo Odebrecht, titolare della omonima impresa costruttrice protagonista del più grande episodio di corruzione della storia umana (quasi un miliardo di dollari di tangenti pagate nel corso di vent’anni a centinaia di persone in almeno 12 paesi dell’America Latina), in cui egli affermava che Lula aveva addirittura la firma sul conto dei fondi neri della Odebrecht, che aveva usato per finanziare illegalmente le campagne di diversi candidati di sinistra in vari paesi sudamericani. E che in base a tale deposizione, nonché a vari riscontri oggettivi (altre testimonianze, intercettazioni, verifiche sui conti bancari, ecc.), nel 2025 Ollanta Humala, insieme a sua moglie Nadine Heredia è stato condannato a 15 anni di carcere per avere ricevuto da Lula, tramite Odebrecht, ben 3 milioni di dollari di finanziamenti illegali per la sua vittoriosa campagna presidenziale del 2011.
Le altre accuse non sono state provate, perché tutti gli altri paesi hanno preferito insabbiare lo scandalo (e probabilmente hanno fatto bene, visto che in Perù le indagini anziché alla scomparsa della corruzione, che oggi è ancor peggiore di prima, ha portato alla scomparsa dei partiti, ridotti ormai a meri comitati elettorali). Ma resta il fatto che nel 2024 la Corte Suprema brasiliana ha fatto cadere tutte le accuse anche nei confronti dello stesso Marcelo Odebrecht, benché reo confesso, il che è davvero difficile da spiegare e giustifica il sospetto che si sia trattato di una sentenza politica, visto che condannarlo per le stesse vicende per cui Lula era stato prima condannato e poi riabilitato sarebbe stato troppo imbarazzante, sia per lui che per la stessa Corte Suprema.
Quanto a Stalingrado, che veniva presentata con eccessiva enfasi, come se l’Unione Sovietica avesse qui determinato, da sola, la sconfitta della Germania nazista, mi ero limitato a notare che, per quanto si sia trattato certamente di una vittoria decisiva, era stata resa possibile dall’ingresso in guerra degli Stati Uniti, che, rovesciando gli equilibri sul fronte occidentale, aveva impedito a Hitler di mandare rinforzi al generale Paulus e alle armate tedesche impegnate in Russia. Non è certo un caso che, come riconosceva la stessa pagina di Wikipedia, fino all’ottobre del 1942 i nazisti stavano vincendo e che la situazione a Stalingrado si sia rovesciata proprio in coincidenza della disfatta tedesca ad El Alamein, che apriva agli Alleati la via dell’Italia.
Pur essendo un dilettante in questo tipo di cose, sono certo di non aver commesso errori: ho controllato bene, sia alla fine del processo di inserimento sia qualche ora dopo, e le mie integrazioni erano lì, ben visibili a tutti.
Un paio di giorni dopo, però, erano completamente scomparse, senza che ne restasse la minima traccia e senza che vi fosse nessun commento in merito nella relativa pagina di discussione.
Era semplicemente come se non fossero mai esistite.
Ora, una cosa del genere si spiega soltanto in un modo: evidentemente, ci sono persone o (più probabilmente) gruppi di persone che monitorano costantemente le pagine il cui contenuto è giudicato “sensibile” e addirittura tengono sul proprio computer la versione “correct” delle suddette pagine. Se così non fosse, infatti, non si spiega come le due pagine siano state riportate a una versione non semplicemente simile a quella precedente, ma identica fino all’ultima virgola. E il fatto che sia accaduto contemporaneamente e con la stessa rapidità, radicalità e sistematicità in due pagine senza nessuna correlazione fra loro dimostra che non si tratta di un caso isolato.
Certo, nessuno mi impedisce di inserire di nuovo le mie integrazioni, ma ciò mi costringerebbe a impegnarmi in una “guerra di revisione” che finirei inevitabilmente per perdere, perché non posso occuparmene a tempo pieno come invece evidentemente fanno queste persone. E se anche lo facessi, non potrei comunque vincere, ma al massimo “pareggiare”, riducendo le voci suddette a una situazione di instabilità endemica, la cui versione cambierebbe continuamente.
Il punto è che ciò non dovrebbe accadere. Secondo le regole di Wikipedia, i cambiamenti introdotti devono essere ideologicamente “neutrali” e basarsi su fatti sostenuti da fonti verificabili. Quello che io mi aspettavo era che qualcun altro contestasse la rilevanza delle vicende e l’affidabilità delle fonti che avevo citato, magari introducendone altre che puntavano in senso contrario. Ma che fatti e fonti siano stati semplicemente cancellati è segno di un atteggiamento totalmente ideologico, mentre il fatto di aver ripristinato integralmente la versione precedente dà molto la sensazione di un “avvertimento”, non dico proprio mafioso, ma quasi: è come dire “guarda che è inutile che ci riprovi, tanto noi siamo più forti e tu non puoi farci niente”.
Certo, per poter trarre conclusioni più generali e più solide ci vorrebbe una verifica ben più sistematica, che da tempo ho in mente di fare. Ma, non avendo né il tempo né la capacità né – soprattutto – la voglia di farla personalmente, vorrei affidarla come tesi a qualche mio studente più “digitale” di me. Ora questa sgradevole vicenda mi motiverà a perseguire l’obiettivo con maggior decisione.
Nel frattempo, sarà bene tener presente che Wikipedia è certamente uno strumento utile, ma non è affidabile, per cui le sue informazioni, specialmente quando coinvolgono questioni “politicamente sensibili”, devono sempre essere sottoposte a verifiche incrociate con altre fonti.
E, soprattutto, sarà bene tener presente che Wikipedia sarà anche un’enciclopedia libera, ma alcuni suoi utenti sono più liberi degli altri.