Ha diritto di parola solo chi dice il vero?

Vistodagenova

Non si conosce nella storia una sola guerra in cui i contendenti non abbiano qualche ragione da accampare (chi più, chi meno, chi molto di più, chi molto di meno). E non se conosce nessuna che, in un paese ancora fuori dal conflitto, non divida l’opinione pubblica tra quanti vorrebbero intervenire a favore di una parte e quanti a favore dell’altra. Nel 1914 ,e prima del radioso maggio del 1915, molti italiani desideravano scendere in campo contro gli Imperi Centrali, altri al loro fianco. Gli stati allora in conflitto non risparmiarono aiuti agli uni e agli altri: la Francia, ad es., sostenne l’interventista Benito Mussolini e ,sicuramente, non fu la sola. Sennonché le diverse propagande belliche non erano solo propaganda: le parti avverse illustravano le ragioni storiche, politiche, culturali delle loro diverse scelte di campo. Benedetto Croce–certo non sovvenzionato da nessuno–all’inizio, parve stare dalla parte di Germania e Austria-Ungheria e, per questo, venne ribattezzato von Kreuz da un fautore dell’Intesa, Vittorio Cian (finito senatore fascista!). La guerra ucraina non fa eccezione e non meraviglia, pertanto, che appoggi  alla Russia siano arrivati a intellettuali e partiti che mostrano comprensione per l’’operazione speciale’ intesa—secondo Mosca– a proteggere le minoranze russofone del Donbass. Michkailo Podolyak—consigliere di Zelensky– nell’intervista a ‘Repubblica’ del 25 febbraio u.s., propone, sic et simpliciter, di metterli a tacere. ”Le restrizioni alla propaganda russa devono essere totali, e non solo in Ucraina e non solo durante le nostre elezioni: i divieti sulla propaganda russa devono essere introdotti in tutta Europa”. Se penso ai miei colleghi, studiosi illustri (storici, sociologi, filosofi) —ritenuti (spesso a torto) ‘putiniani’–per aver sottoscritto le parole di papa Francesco sui cani Nato che abbaiano alle porte della Russia– mi viene da pensare che ,per certi paladini dell’Europa e della sua ‘civiltà millenaria’, dovrebbe avere diritto   di parola solo chi porta “ buone ragioni”. La libertà, quindi, deve porsi al servizio della Verità: ma non insegnavano questo i nemici della società aperta, di popperiana memoria? Se John Stuart Mill avesse letto le parole di Podolyak si sarebbe rivoltato nella tomba, ma tant’è, ci sono paesi in Europa in cui il liberalismo stenta a essere “preso sul serio”.

[articolo uscito il 3 marzo su Il Giornale del Piemonte e della Liguria]